Nella nostra, cosiddetta “civiltà dell’immagine”, in cui giornali, televisione e pubblicità enfatizzano il corpo come aspetto esteriore e presentano la ricerca dell’avvenenza fisica come tributo da pagare per essere accettati ed amati, è quasi impossibile non essere condizionati e spesso frustrati a fronte di modelli praticamente irraggiungibili.



Questo blog cercherà di essere un piccolo punto di partenza per esplorare le difficoltà che incontriamo, nella vita di tutti i giorni, nella relazione con la nostra immagine esteriore. A partire da I canoni estetici di bellezza e L’incidenza dell’aspetto esteriore nei rapporti sociali , e da La mia personale esperienza , cercherò di parlare di aspetto esteriore in maniera semplice ma meno superficiale di quanto spesso viene fatto. Mi auguro che possa essere interessante per chi leggerà e magari un aiuto in un'ottica di NON OMOLOGAZIONE ma di ricerca di miglioramento personale della propria immagine e del rapporto con questa.

martedì 18 gennaio 2011

Il profilo "Ruminante"

(vd. il post: "Cosa sono i profili")
Personalità formatasi intorno alla rabbia (generata nel bambino dal mancato appagamento del desiderio di attaccamento alla madre) ed alle energie attivate nel tentativo di scavalcare o distruggere gli ostacoli che si frapponevano. In termini di disagio può essere persona aggressiva (o depressa), reattiva e collerica; in termini di risorse, impegnata, protettiva, motivata al lavoro.
Si presenta con fisico solido e ben piazzato, spalle strutturate e gambe possenti; può essere magro o corpulento ma ha sempre muscolatura ben tonica. Cammina con il busto proteso in avanti ed ha l’andatura energica e veloce.
Il suo è uno sguardo fermo e determinato, più “di taglio” che diretto, l’espressione del volto seria. Tende a gesticolare molto ed i suoi movimenti sono veloci e potenti, la sua stretta di mano è ferma e potente ed il suo modo di parlare veloce e con poche pause, a volume piuttosto alto.
Il suo abbigliamento è informale, pratico, spesso sportivo, qualche volta trasandato, in particolare quando il ruminante è in fase depressiva. Non trae alcun piacere dall’acconciarsi, gli abiti per lui rappresentano soltanto un obbligo sociale ed un riparo dalle condizioni atmosferiche. Clima permettendo, ama scoprire il corpo ma, anche nelle donne, non è un “succinto sexi” ma il desiderio di liberarsi dall’ingombro-vestito. Gli accessori sono pratici, solidi e strettamente necessari.
L’igiene personale non è particolarmente accurata e la capigliatura tende alla praticità piuttosto che alla forma.
La pelle è spesso arrossata, tendente al seborroico in età giovane e talvolta presenta couperose in seguito.
La donna ruminante difficilmente si trucca (quando si trucca non sa migliorare molto il suo aspetto), fa anche a meno di depilarsi e, se i suoi peli sono troppo evidenti, lo fa soltanto in estate o per esigenze inderogabili.
Per il ruminante l’ aspetto esteriore ha un’importanza secondaria (è il tipo che ti dice “io bado ai contenuti”) anche se tiene comunque alla propria forma fisica, consapevole che questa gli è necessaria per poter disporre delle energie che gli servono.
Se decide di attivarsi per migliorare il proprio aspetto esteriore significa che ha la convinzione che il miglioramento d’immagine gli sia indispensabile per il raggiungimento del suo scopo, in questo caso si lascia consigliare, giusto per non perdere tempo in quello che è gli serve ma, di per sé, non lo interessa. Anche in questo caso la naturalezza e la praticità del risultato sono comunque la “conditio sine qua non” per l’accettazione di ogni intervento.
Dei ”segni del tempo” importa pochissimo al ruminante, mai perderebbe ore (“e dignità” direbbe lui) per lifting o simili e anche trattamenti meno invasivi non sono pensabili: crema antirughe e contorno occhi potrebbero essere il massimo a cui può arrivare se persona in carriera o comunque di estrema visibilità.
Il ruminante può trovare “sfogo” nel cibo: in momenti di particolare tensione, ed in mancanza di un oggetto su cui dislocare l’eccesso di carica, l’abbuffata non rappresenta un piacere concesso ma un’autoaggressione.
La caratteristica meno attraente nell’immagine esteriore del “ruminante” è una certa rozzezza di abito e di modi. Inoltre è spesso eccessivamente trasgressivo, cosa che può far pensare all’osservatore: “Hai l’aria di non voler piacere…ebbene, non mi piaci”.
Il ruminante avrebbe bisogno di essere convinto e sperimentare la doppia efficacia che può avere il prendersi un po’ di tempo per la cura di sé: se si concede un po’ di tempo per sé (“staccando la spina”) riparte migliorato e più efficace; se si “presenta bene” guadagna consensi e dura meno fatica a far valere le proprie istanze.

2 commenti:

mauropucci ha detto...

Ciao Annamaria!
Sono proprio curioso di sapere a quale profilo appartengo. :-)
Mauro

mauropucci ha detto...

PS : ho inserito il tuo blog nella Blog gallery di SCATTI http://mauropucci.blogspot.com