Nella nostra, cosiddetta “civiltà dell’immagine”, in cui giornali, televisione e pubblicità enfatizzano il corpo come aspetto esteriore e presentano la ricerca dell’avvenenza fisica come tributo da pagare per essere accettati ed amati, è quasi impossibile non essere condizionati e spesso frustrati a fronte di modelli praticamente irraggiungibili.



Questo blog cercherà di essere un piccolo punto di partenza per esplorare le difficoltà che incontriamo, nella vita di tutti i giorni, nella relazione con la nostra immagine esteriore. A partire da I canoni estetici di bellezza e L’incidenza dell’aspetto esteriore nei rapporti sociali , e da La mia personale esperienza , cercherò di parlare di aspetto esteriore in maniera semplice ma meno superficiale di quanto spesso viene fatto. Mi auguro che possa essere interessante per chi leggerà e magari un aiuto in un'ottica di NON OMOLOGAZIONE ma di ricerca di miglioramento personale della propria immagine e del rapporto con questa.

venerdì 23 luglio 2010

L’incidenza dell’aspetto esteriore nei rapporti sociali




L’aspetto fisico ha un ruolo di grande importanza nella vita affettiva e sessuale. Già nelle favole, scritte per i bambini, le principesse sono belle e affascinanti e sposano aitanti principi azzurri mentre i personaggi malvagi sono pure brutti.
A domanda diretta il 60% degli intervistati nega che l'aspetto fisico sia criterio importante nella scelta del partner, percentuale che si dimezza con quesiti analoghi ma "mascherati": diversi studi hanno dimostrato come a livello consapevole sia difficile accettare l’importanza rivestita dalle apparenze. Si è cercato di indagare se questa sottostima sia attribuibile a scarsa capacità degli individui di fare introspezione oppure alla volontà deliberata di falsare le risposte per dare un’immagine meno superficiale possibile di sé.
(opera di Leonid Afremov)
Nel campo delle relazioni amorose l’attrazione fisica costituisce, in un primo momento, un fattore importante e talvolta determinante per decidere se continuare o no la relazione. In una ricerca effettuata in diverse università statunitensi si è rilevato come i due partner di una coppia tendessero a situarsi allo stesso livello di bellezza: nelle relazioni che si desiderano durature si sceglie cioè un compagno che abbia un grado di bellezza “simile” al proprio (questo non avviene nei rapporti occasionali o comunque di breve durata). In effetti, se la bellezza di uno dei partner è molto superiore a quella dell’altro, aumenta la paura dell' infedeltà: chi si percepisce come meno attraente è più portato a temere che ci siano rischi per la relazione. Le eccezioni a questa ricerca di “similarità” le troviamo quando ci sono di mezzo interessi di potere, denaro o prestigio.  Una bella moglie, magari più giovane, è stata nei secoli identificata sia come simbolo di potere che come maggiore probabilità di garantirsi una continuità attraverso prole sana (questo non valeva per le donne, la cui priorità era di avere un uomo che fosse in grado di sostentarle nella gravidanza e nel crescere i figli). Una partner bella per un uomo di successo è ancora oggi una sorta di biglietto da visita.
Per quanto riguarda l’ambito lavorativo, già in una ricerca del 1993 Holzer  evidenziava come per il 50% degli impiegati intervistati l’apparenza fisica fosse un criterio molto (11%) o piuttosto importante (39%) per ottenere il posto di lavoro. Le aziende sono sempre più attente alla loro immagine e questa preoccupazione trova espressione anche nell’attenzione all’aspetto ed agli abiti dei dipendenti a contatto con il pubblico. Inoltre vi è la credenza che la bellezza fisica svolga un ruolo di base nella possibilità di sviluppare buone relazioni sociali, perché  correlata da maggiore abilità comunicativa e personalità più estroversa. In ogni caso, tutti gli studi disponibili confermano che in moltissimi settori la bellezza aumenta le possibilità di carriera.
Il vantaggio prodotto dalla bellezza inizia molto precocemente. Neonati giudicati più attraenti ricevono maggiori attenzioni dai familiari e maggiore quantità di gesti affettuosi dagli altri. I bambini giudicati attraenti dai compagni quasi sempre intrattengono maggiori rapporti sociali e sono più popolari rispetto a quelli non attraenti. Tutto ciò a vantaggio della loro autostima e dello sviluppo di abilità sociali. La benevolenza degli insegnanti li accompagna, inoltre, fin dalle scuole materne e si manifesta concretamente in maggiori sorrisi, sguardi, parole, incoraggiamento e sostegno. In una ricerca realizzata nel 1972 da Dion si chiedeva ad un folto gruppo di adulti di valutare la gravità della cattiva azione commessa da bambini di 7 anni e stabilire la sanzione dovuta per il danno causato. I dossier dei bambini erano accompagnati dalle foto dei colpevoli ed i risultati dimostrarono chiaramente quanto i “giudici” fossero decisamente tolleranti, a parità di misfatto, nei confronti dei bambini attraenti. Si tende infatti a considerare occasionali, determinate dalle circostanze, le azioni sbagliate dei bambini attraenti; per gli altri invece queste sono imputate alla loro volontà e responsabilità, un pregiudizio estremamente dannoso per il loro futuro, predittivo di tante problematiche.

Persino in campo di giustizia l’aspetto fisico riveste una certa importanza. Nel medioevo, quando due imputati erano accusati dello stesso crimine, era prassi condannare quello dall’aspetto fisico peggiore. Per fortuna questo non avviene più ma, per esempio, tuttora si tende a dare più credito a testimoni di piacevole aspetto. E, nei reati a sfondo sessuale, gli imputati dal fisico poco avvenente sono accusati con maggior facilità e considerati più pericolosi di quelli attraenti.

Gli ebrei di Hieronymus Bosch nel 1930
La denigrazione dei tratti fisici dell’altro è da sempre uno dei modi per screditarlo. Si può ricordare come il nazismo "dipingeva" l'ebreo o certo disprezzo per i tratti dei "negri" o come erano raffigurati negli anni '50 nel nord Italia i "terroni" (bassi, grassi e malvestiti). Per non parlare di recenti illazioni di politici su donne di potere non bellissime…

Da considerare inoltre che, anche senza ricorrere a teorie lombrosiane, ancora oggi un semplice povero “malmesso” può essere più facilmente percepito come un ladro. Con il tempo potrà magari davvero comportarsi come gli altri si aspettano, vittima delle profezie che si autoavverano.

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