Nella nostra, cosiddetta “civiltà dell’immagine”, in cui giornali, televisione e pubblicità enfatizzano il corpo come aspetto esteriore e presentano la ricerca dell’avvenenza fisica come tributo da pagare per essere accettati ed amati, è quasi impossibile non essere condizionati e spesso frustrati a fronte di modelli praticamente irraggiungibili.



Questo blog cercherà di essere un piccolo punto di partenza per esplorare le difficoltà che incontriamo, nella vita di tutti i giorni, nella relazione con la nostra immagine esteriore. A partire da I canoni estetici di bellezza e L’incidenza dell’aspetto esteriore nei rapporti sociali , e da La mia personale esperienza , cercherò di parlare di aspetto esteriore in maniera semplice ma meno superficiale di quanto spesso viene fatto. Mi auguro che possa essere interessante per chi leggerà e magari un aiuto in un'ottica di NON OMOLOGAZIONE ma di ricerca di miglioramento personale della propria immagine e del rapporto con questa.

giovedì 9 gennaio 2014

Qualche idea...




Qualche consiglio per migliorare il personale rapporto con il cibo


Allearsi. Trovarsi un bravo  terapeuta, con cui fare insieme il percorso, è molto utile perché sentirsi capiti e sostenuti è fondamentale.
Attivare le proprie risorse. Quelle cognitive sono, per esempio, la conoscenza dei fondamentali dell’alimentazione ed una corretta percezione della propria immagine corporea. Quelle emotive si attivano quando si sperimenta che possiamo farcela: questo è un ottimo modo di aumentare l'autostima.
E' fondamentale scegliere il proprio cibo con affetto, il cibo che piace soddisfa molto di più di quello mangiato “perché si deve”.
Molto importanti sono le compensazioni affettive. Invece di punirsi, per esempio, se si è fatto un passo falso, stornare dal cibo il bisogno di gratificazione e concedersi qualcosa che piaccia: un massaggio, un cinema, un bel libro, della musica. Queste sono utili forme di compensazione.


E’ bene ricordarci che il cervello va in automatico a quello che siamo abituati a fare e non prende ingiunzioni in negativo, quindi per sostituire le abitudini non idonee occorre cominciare ad avere  comportamenti diversi dai precedenti. Se io sono solito aprire il frigorifero quando mi sento triste o frustrato, posso abituarmi, giorno dopo giorno, a fare una cosa che mi piace senza provocarmi i sensi di colpa dell’abbuffata. Se inizialmente riesco a cambiare il processo solo ogni tanto, mi rendo comunque conto che sono in grado di farlo e posso adoperarmi ad "incrementare le vittorie”.
Quello che dico sempre, ai miei clienti, è che “non si nasce sapendo vivere”. Si impara un po’ per volta, a partire dagli errori fatti.
Buon lavoro!

(il dipinto è di Aleksandr Deyneka)






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